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Business Lateral thinking

Vincere il business game Globus: cosa ho imparato dal pensare in modo diverso

Vincere il business game Globus: cosa ho imparato dal pensare in modo diverso

Come un corso online e un approccio “laterale” ci hanno portato tra le prime squadre al mondo

Anno accademico 2022–2023 – Laurea magistrale in Management e Design dei Servizi, Università di Milano-Bicocca

Durante la laurea magistrale in Management e Design dei Servizi all’Università di Milano-Bicocca,
anno accademico 2022–2023, uno dei corsi prevedeva un
business game di simulazione manageriale: Globus.

L’obiettivo era semplice da spiegare, ma non da raggiungere: competere in gruppi contro il resto della classe e
gestire un’azienda virtuale prendendo decisioni strategiche su prezzi, investimenti, marketing, produzione e così via.
Alla fine del gioco, il punteggio avrebbe decretato le squadre migliori.

Il mio gruppo ha vinto il business game all’interno del corso e, per alcune settimane,
siamo stati anche tra le squadre con più punti al mondo nella classifica generale di Globus.

Quello che mi interessa raccontare qui non è tanto il dettaglio delle singole scelte di business,
ma il metodo che ci ha portati a questo risultato.

Il punto di partenza: stessa guida, stessi strumenti… risultati diversi

Tutti i gruppi avevano:

  • la stessa guida ufficiale di Globus fornita dalla professoressa,
  • lo stesso tempo a disposizione,
  • le stesse informazioni di base sul funzionamento del gioco.

La guida spiegava le regole, la logica generale, ma non indicava certo la “miglior strategia”.
Era pensata per dare un quadro chiaro, non per dire come vincere.

In pratica, la maggior parte dei gruppi ha iniziato a giocare usando:

  • solo il manuale ufficiale,
  • un po’ di intuizione,
  • prove ed errori.

Io, invece, ho deciso di fare un passo in più.

Lateral thinking: se l’obiettivo è vincere, non basta “seguire il manuale”

Appena è stato presentato il business game, mi sono posto una domanda molto semplice:

“Se il mio obiettivo è davvero vincere, ha senso limitarmi a usare solo il materiale base che hanno tutti?”

La risposta, per me, era no.

Così ho fatto qualcosa che, a quanto ho capito dopo,
nessun altro del corso aveva fatto:

  • ho comprato su Udemy un corso specifico: “How to Win Globus”;
  • ho cercato online guide, articoli e consigli di chi aveva già giocato e vinto Globus;
  • ho studiato strategie, errori tipici e dinamiche meno evidenti del gioco.

Non esistono “trucchi magici” per vincere, ma esistono persone che hanno
già affrontato lo stesso problema, lo hanno analizzato e ne hanno tratto strategie
migliori di quelle che si possono improvvisare in pochi giorni.

Questa scelta è stata un chiaro esercizio di lateral thinking:

  • invece di competere solo sul terreno “ufficiale”,
  • ho deciso di spostare il gioco su un altro piano: quello dell’accesso a conoscenze aggiuntive.

Dallo studio alla pratica: investimenti iniziali e vantaggio cumulativo

Grazie a questo studio extra, abbiamo capito molto prima degli altri:

  • quali fossero gli indicatori davvero importanti,
  • dove aveva senso investire subito in modo aggressivo,
  • quali errori evitare nelle prime decisioni, spesso decisive per l’andamento del gioco.

Questo ci ha permesso di:

  • prendere decisioni più consapevoli fin dall’inizio,
  • fare investimenti coraggiosi nelle prime fasi del gioco,
  • costruire un vantaggio cumulativo che, round dopo round, è diventato sempre più evidente.

Mentre altri gruppi cercavano ancora di “capire” il gioco strada facendo,
noi avevamo già una mappa molto più chiara del territorio.

Il risultato?

  • Vittoria all’interno del corso,
  • posizionamento tra le prime squadre al mondo su Globus per alcune settimane.

Cosa mi ha insegnato questa esperienza

Questa esperienza per me è diventata un esempio molto concreto di alcuni principi che applico anche nel lavoro.

1. Lateral thinking: spostare il problema su un altro piano

Se tutti usano le stesse informazioni, gli stessi strumenti e lo stesso approccio,
è difficile creare un vero vantaggio competitivo.

Invece di chiedermi “come posso usare meglio il manuale?”, mi sono chiesto:

“Chi ha già affrontato questo gioco? Cosa posso imparare dalla loro esperienza?”

Pensare in modo laterale significa:

  • cercare fonti non ovvie,
  • guardare fuori dal perimetro “standard”,
  • permettersi di fare cose che agli altri non viene neanche in mente (come comprare un corso dedicato a un singolo business game).

2. Distaccarsi dalla massa (anche a costo di sembrare esagerato)

Ammettiamolo: comprare un corso “How to Win Globus” può sembrare eccessivo
per un semplice lavoro universitario. Ma è proprio questo il punto.

Molte volte, ciò che fa la differenza è la disponibilità a fare un passo in più:

  • investire tempo e denaro in formazione mirata,
  • mettersi a studiare più a fondo di quello che “basta” per prendere un buon voto,
  • essere disposti a uscire dalla logica del minimo indispensabile.

Spesso chi ottiene risultati molto sopra la media è proprio chi accetta di sembrare un po’ “strano”
o “troppo serio” rispetto al contesto.

3. Investire in conoscenza genera ritorni enormi

Il costo del corso e del tempo speso per studiare è stato minuscolo rispetto al beneficio:

  • vittoria nel business game,
  • un’esperienza concreta da raccontare nel mio percorso,
  • un esempio pratico di come investire in competenze porti risultati misurabili.

Questa stessa logica è quella che applico oggi nel mio lavoro:
preferisco sempre imparare bene strumenti, metodi e strategie, piuttosto che improvvisare.

Dal business game alla vita reale

Globus, in sé, è “solo” un gioco di simulazione. Ma il modo in cui lo abbiamo affrontato è esattamente il modo
in cui vedo i progetti reali:

  • partire da una comprensione profonda del contesto,
  • cercare conoscenze avanzate anche fuori dai canali standard,
  • prendere decisioni iniziali forti, che creano vantaggio nel tempo,
  • non fermarsi al “così fanno tutti”.

Per me questo business game non è stato solo un voto in più sul libretto, ma una conferma importante:


Se l’obiettivo è arrivare davvero in alto, non basta giocare come tutti gli altri.
Bisogna avere il coraggio di cercare strade diverse, studiare più a fondo e investire seriamente nella strategia.

Ed è esattamente questo approccio che oggi porto dentro i progetti, le consulenze
e le collaborazioni con i miei clienti.

Autore

Enzo Mattia Ruocco

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